È tutta colpa della stampa

Dopo la partita con il Borussia Dortmund, l'allenatore dell'Inter Antonio Conte ha più o meno detto “A parte Godin nessuno ha vinto niente qui.A chi chiedo qualcosa in più? A Barella che arriva dal Cagliari? A Sensi preso dal Sassuolo?”.
Ovviamente ha piena ragione di lamentarsi e sento che si leveranno voci che lo accuseranno di una specie nuova di razzismo verso le squadre minori.
E che abbia ragione ce lo dice la storia del calcio: cosa avrebbe potuto fare l'allenatore del Cagliari con tal Luigi Riva, preso dal Legnano, o quello della Lazio con Giuseppe Wilson, Giorgio Chinaglia, Giuseppe Massa, presi dall'Internapoli, o quello della Juventus con un certo Alessandro Del Piero, proveniente dal Padova, o con un certo Antonio Conte preso dal Lecce? Tutte squadre, si badi bene, di serie B o C.
Appare chiaro che certe uscite infelici degli allenatori sono dovute alla presenza della stampa. Uno si ritrova seduto davanti ad una sala gremita di giornalisti in attesa che tu proferisca verbo, dietro a microfoni che possono amplificare le tue parole e che fai? Perdi l'occasione per sparare “sciocchezze”?
Forse voleva solo stimolare i due giocatori, ma perché evidenziarne la provenienza? Nel merito, Nicolò Barella è uno dei giovani più interessanti degli ultimi anni, dotato di tecnica ed intelligenza tattica ma, forse, un poco carente su quello della personalità, cosa che invece non manca a Stefano Sensi, che sarebbe stato un acquisto eccezionale per il Napoli. È un giocatore alla Verratti, capace di giocare davanti alla difesa ma anche di appoggiare gli attaccanti e di inserirsi all'attacco per segnare.
Uno dei motivi dello scarso rendimento del Napoli di quest'anno è proprio la carenza del centrocampo, incapace sia di verticalizzare e velocizzare il gioco, sia di fare da argine alla difesa, che si vede arrivare centrocampisti, terzini ed attaccanti da tutte le parti e trasformati in altrettanti Stanley Matthews.

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