Ma il Napoli di “ADL” è proprio da buttare?

Se si analizzano le statistiche riguardanti i goleador del Napoli di tutti i tempi, saltano subito agli occhi dei dati molto interessanti, che suscitano molte considerazioni.
Nella classifica dei giocatori che hanno realizzato il maggior numero di reti in maglia azzurra, nelle prime undici posizioni compaiono Marek Hamšik (121 reti), Dries Mertens (109), Lorenzo Insigne (80) e José Maria Callejon (78), ossia quattro giocatori del nostro presente, che con il loro contributo hanno portato il Napoli ai massimi livelli calcistici nazionali e, soprattutto, internazionali.
La cosa è ancora più evidente se si considerano i primi dieci calciatori che hanno di più segnato nelle competizioni UEFA; vi compaiono, infatti, ben otto giocatori del presente o del nostro recente passato: Dries Mertens (21), Edinson Cavani (19), Marek Hamšik (16), Gonzalo Higuain (15), Lorenzo Insigne (14), José Maria Callejon (12), Manolo Gabbiadini (7), Arkadiusz Milik (6).
Da ciò scaturisce un'altra evidente considerazione: negli ultimi anni il Napoli è stato costantemente presente nelle competizioni UEFA.
Certo, sinora i risultati non sono stati quelli che lo sforzo di questi assoluti protagonisti della storia del Napoli avrebbe meritato, se si esclude una semifinale di Europa League, che ci vide perdenti contro il Dnipro, soprattutto per sviste arbitrali, ma è auspicabile che prima o poi la bacheca azzurra si possa arricchire di un trofeo di prestigio.
Un'ulteriore considerazione: in 93 anni di storia, il Napoli ha totalizzato in serie A 3.114 reti; ebbene, di queste reti ben 828 reti, ossia poco più del 26%, sono state realizzate dopo la risalita della squadra nella massima serie nel campionato 2007-2008, dopo il calvario della serie C e B per i noti fatti societari.
Ciò ci porta a concludere che quello attuale possa essere visto come uno dei migliori Napoli di tutti tempi, accanto al Napoli di mister Garbutt, al Napoli di Sivori ed Altafini, al Napoli di Vinicio e, soprattutto, al Napoli di Maradona.
Un'ultima considerazione derivante da quanto detto poc'anzi: la costanza dei risultati è stata ottenuta con 5 allenatori diversi, senza contare Donadoni, che ha allenato la squadra per un breve periodo. Mai ciò era accaduto. Questo mette in luce che essi sono stati ottenuti grazie ad una società, che pur muovendosi entro gli stretti parametri del fair play finanziario e di un budget limitato, ha sempre assicurato che alla guida della squadra vi fossero allenatori in grado di raggiungere il massimo degli obiettivi con la rosa a disposizione. A volte la scelta dell'allenatore si è basato su delle certezze (Benitez, Ancellotti e, perché no, anche Reja, viste le promozioni ottenute con squadre di serie B), ma anche sull'azzardo, come nel caso di Mazzarri e Sarri.
In ogni caso il divertimento è stato assicurato, mentre due Coppe Italia (sulle cinque conquistate dal Napoli) ed una Supercoppa Italiana, non sono un risultato da buttare via a cuor leggero, visto che altre squadre più titolate menano vanto anche di questi trofei e cercano sempre di farne incetta. Ogni riferimento è, ovviamente, del tutto casuale.

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